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Bhutan: Trekking
Bhutan
TREKKING I centri principali a partire dagli anni ’50 sono stati gradualmente collegati da tortuose strade carrozzabili che sono faticosamente avanzate in un ambiente impervio, e il re del Bhutan ha posto l'obbiettivo di collegare con delle strade anche la maggior parte dei villaggi remoti entro il 2020; ma attualmente la maggior parte del territorio è raggiungibile solo a piedi. Il trekking offre così l’opportunità di entrare in contatto con la realtà rurale del mondo bhutanese, toccando con il tranquillo ritmo che solo il camminare riesce a regalare, villaggi e monasteri che sembrano l’archetipo di un mondo che fu forse conosciuto dai nostri antenati nelle Alpi. L’ambiente è vario e tra i più intoccati al mondo, quasi bucolico: nelle regioni basse arriva ad essere estremo tra le remote vette che delimitano il confine con il Tibet, dove si affrontano altissimi passi lambiti dai ghiacci perenni. Nella scelta dei percorsi ci sono quindi variegate possibilità: brevi percorsi esplorativi, ottimi per avvicinare la cultura del paese seguendone i ritmi come solo un percorso a piedi può consentire – ad esempio recandosi ai villaggi e monasteri dell’area del Phephe, in Bumthang, visitabili con tre facili giorni di cammino; incontri con popolazioni che vivono in aree remote ma raggiungibili però con relativa facilità - come ad esempio il trekking che porta tra i Laya, a pochi giorni di cammino da Punakha; trekking classici per gli appassionati che abbiano familiarità con il trekking, come il bellissimo percorso che segue le valli ad oriente del Chomolhari, la montagna sacra del Bhutan, giungendo allo Dzong di Lingshi; esplorazioni riservate a trekkers esperti ed allenatissimi. Il "Sentiero dei pupazzi di neve" che raggiunge Lunana, una traversata a ridosso del Tibet, è considerato tra i più impegnativi di tutto l’Himalaia.
Bhutan: I sentieri
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Gli itinerari sono suddivisi per grado di difficoltà ed elencati in base alla posizione geografica, da ovest a est. I tempi di tappa indicati nelle descrizioni che seguono sono quelli stimati per camminatori di capacità media. Le distanze chilometriche riportate sono quelle pubblicate dal governo bhutanese; non sono sempre accurate.   Trekking facili 1 – D Gangte a Wangdue NB: fino a Gogona è stata aperta una strada jeepabile ed è in progetto il prolungamento fino a Khotokha. Tre giorni:  si lascia la valle di Phobjikha, riserva naturale per le gru dal collo nero, dove si trova il monastero di Gangte, e attraversando due facili passi che portano a dei bei villaggi, con un magnifico insieme di mondo rurale e natura selvaggia, si raggiunge la strada che porta a Wangdi Phodrang; un ottimo percorso. Nel mese di aprile sono bellissime le fioriture dei rododendri. Periodo:  marzo / maggio; fine settembre / novembre. Tappe: 1. Phobji (2830 mt) – passo di Tsele (3440 mt) – Gogona (3100 mt), 15 km, 5/6 ore; 2. Gogona – passo di Shobju (3500 mt) – Khotokha (2800 mt), 15 km, 5/6 ore; 3. Khotokha – passo di Mulaila (3000 mt) – Chuzom (1500 mt), 15 km, 5/6 ore. 2 – Trekking culturale del Bumthang NB: ora è possibile arrivare in jeep fino a Nga, alla base del passo del Phephe. Sul versante orientale del passo, nella valle di Tang, si riesce ad arrivare con i veicoli fino a Tahung e, sul versante settentrionale della valle, a Ugyen Choling. Da due a tre giorni:  a piedi nel cuore del Bumthang, culla della civiltà bhutanese, dalla valle di Choekhor alla valle di Tang attraverso il facile passo del Phephe. Si incontrano dei bei monasteri e templi (Tangbi, Nga e Ta Rimocen), villaggi stupendi, foreste incontaminate e l’incantevole palazzo di Ugyen Choling. E’ uno dei sentieri più apprezzati, in particolar modo durante la fioritura di aprile. Periodo:  marzo / maggio; fine settembre / novembre. Tappe: 1. Toktu Zampa, poco oltre Kurjey (2540 mt) – Ngang Lhakhang (2800 mt), 12 km, 4/5 ore. Se ci si reca a visitare l’eremo di Shokdrag si allunga la tappa di circa un’ora; 2. Ngang – passo del Phephe (3353 mt) – Tahung (2800 mt), 16 km, 6/7 ore. Una stradina sterrata consente ora alle jeep di arrivare fino a Tahung; da qui si può quindi rientrare a Jakar evitando il secondo campo; 3. Tahung – Ugyen Choling – Ta Rimocen, 3/4 ore (recarsi a Ugyen Choling - un luogo delizioso con un antico palazzo che si può visitare - richiede una piccola deviazione, chi non ci andasse risparmia circa 1 ora).   Trekking di difficoltà moderata 1 – Druk, il sentiero del drago Quattro giorni:  (può essere esteso a 5, o ridotto a 3, vedi note di seguito). E’ un percorso che collega Paro e Thimpu in un ambiente naturale di foreste e pasture di yak con vaste distese di rododendri. Tra Jele Dzong e il colle oltre il passo di Labrang che si apre sulla valle di Thimpu si rimane sempre ad una quota oltre i 3400 metri percorrendo un magnifico arco il cui apice è il lago di Jimilangtso, camminando per lunghi tratti lungo le creste dei monti con magnifici panorami e stupendi laghetti (Jimilangtso, Genetso, Simkota). Sopra Paro l’antico Dzong di Jele custodisce affreschi e statue stupendi e anche sopra Thimpu si incontrano interessanti monasteri. I più allenati possono cimentarsi con questo sentiero in solo tre giorni, ponendo le tappe a Jangchulakha e Genetso; o, se si parte da Thimpu, sopra Phajoding ed a Jimilangtso. Periodo:  marzo / maggio; settembre / novembre. Tappe: 1.  Paro (Ta Dzong, 2400 mt) – Jele Dzong (3450 mt), 4 ore (è possibile arrivare in jeep fino a quota 2800 c.a. abbreviando la salita); 2. Jele Dzong – Jangchulakha (3680) / fin qui sono circa 3 ore e alcuni gruppi sostano per la notte, impiegando così 5 giorni in tutto; se si è più allenati si può proseguire invece oltre la cresta di Jangchu (4000 mt) fino al lago di Jimilangtso (3780 mt), in altre 3 / 4 ore. Oppure scendere al campo di Naritang (3400 mt, c.a. 2 ore max) e salire l’indomani al lago di Jimilangtso (3 ore max) arrivando poi comunque nella terza giornata a Simkota; 3. Jimilangtso - lago di Genetso (3850 mt) - lago di Simkota (4040 mt) 4 ore; 4. Simkota – passo di Labrang (4100 mt) - monastero di Phajoding (3450 mt) - Thimpu (le jeep arrivano fino a quota 2750 a Morithang), 6 ore (prima di Phajoding possibile deviazione per eremo di Thujidrag a 3760 mt, aggiungendo c.a. 30 min). 2 – I laghi di Dagala Da quattro a sei giorni:  A sud-est di Thimpu immersi nelle pasture di yak tra i monti di Dagala si trovano dei laghetti stupendi; il tragitto che attraversa questo territorio richiede quattro giorni, ma si consiglia di sostare un giorno nella zona dei laghi per esplorarla e, tempo permettendo, di aggiungerne un secondo nel tratto tra Panka e Talakhang Gompa arrivando così al monastero in mattinata. Il primo giorno si può partire da Thimpu raggiungendo il sentiero in auto in c.a. due ore e arrivare tranquillamente da qui a piedi al campo a Gur. Partendo in auto da Paro si impiega circa un’ora di guida in più. Periodo:  aprile / maggio; fine settembre / ottobre. Tappe: 1.  In auto da Thimpu (o da Paro) a Chishing Gompa e quindi a Genekha (2950 mt); da qui ci si reca a Gur (3350 mt), 5 km, 4 ore; 2. Gur – passo di Pagalabisa (4200 mt) – alpeggi di Labatama e laghi di Dagala (4000 / 4300 mt), 10 km, 5/6 ore; 3. Esplorazione dei laghi di Dagala (Utsho, Jomo, Lha e tanti altri minori) - NB: alcuni laghi sono vicinissimi al campo, quindi chi non si fermasse qui due notti può ammirare comunque quelli più vicini; 4. Laghi di Dagala – passo di Lha (4500 mt) – Pankha (4000 mt), 10 km, 4 ore; 5.Pankha – passi di Chole (4140 mt) e di Tele (4300) – monastero di Talakhang (3080 mt), 12 km, 7/8 ore. Talakhang è un monastero posto su di un monte sopra Simtokha nella valle di Thimpu, e le jeep arrivano nei pressi. Trekking impegnativi 1 – Chomolhari - Da Paro a Paro Da sette a otto giorni:  (7 giorni saltando la sosta del 4°g. a Jangothang). Il sentiero che a nord di Paro porta alla base del Chomolhari, la montagna sacra del Bhutan, è tra tutti il più frequentato. Si transita da alcuni bei villaggi procedendo gradatamente verso le pasture degli yak. Giunti a Jangothang, alla base del Chomolhari, molti trekkers, se possono, sostano 2 notti per godere di questo splendido luogo. Questo itinerario che rientra a Paro segue una valle che scorre ad est del percorso di salita, scavalcando 2 panoramici passi e riemergendo nella valle del fiume Paro a Gunytsawa, una quindicina di km dalla strada carrozzabile. Nulla vieta ovviamente di tornare indietro per il più facile sentiero utilizzato per la salita, nel qual caso il trekking si considera di difficoltà moderata. Periodo: fine aprile / inizio giugno, fine settembre / metà novembre. Tappe: 1. Drukyel Dzong (2500 mt) – Shana (2800 mt), 17 km, 4/5 ore oppure Shinkarap (3100 mt), 1 ora in più; 2. Shana – Soi Thangthangkha, (3550) 22 km, 7/8 ore; 3. Soi Thangthangkha – Jangothang (4000 mt), 19 km, 4/5 ore; 4. Jangothang, esplorazione della zona; 5. Jangothang – passo di Bhonte (4900 mt) – Dhumzo (3800 mt), 16 km, 6/7 ore; 6. Dhumzo – passo di Thombu (4520 mt) - Thombu Shong (4180 mt), 11 km, 4/5 ore; 7. Thombu Shong – colle a 4360 mt – Shana (2850 mt), 14 km, 5/6 ore; 8. Shana Zam – Drukyel Dzong, 17 km, 5/6 ore. 2 - Chomolhari - Da Paro a Thimpu Da sette a dieci giorni: (7 giorni saltando le soste del 4°g. - Jangothang, 6°g. – Lingshi e si completa il 9°g. - Barshong / Dodena in 1 giorno come indicato). L’itinerario è uguale al precedente fino al 4° giorno. Lasciato Jangothang si prosegue in direzione nord est attraverso uno spettacolare passo che porta allo Dzong di Lingshi, uno dei più remoti Dzongkhang bhutanesi; lo Dzong (denominato Yugyel) risale al XVII secolo, ma fu ricostruito negli anni 50. Il luogo merita un giorno di sosta, che può essere ottimamente utilizzato per esplorare la zona. Verso Thimpu in direzione sud est si valica un solo passo con una tappa strenua, poi con vari saliscendi si emerge nei pressi dell’eremo di Chimpu, a nord di Thimpu, dove giungono le auto. Periodo: fine aprile / inizio giugno, fine settembre / metà novembre. Tappe:  5. Jangothang – passo di Nyile (4750 mt) – campo sotto Lingshi (3900 mt), 18 km, 6/7 ore; 6. Lingshi, esplorazione della zona (lo Dzong si trova a 4100 mt); 7. Lingshi – passo di Yeli (4820 mt) – Shode (4000 mt), 21 km, 8/9 ore; 8. Shode – Barshong (3600), 16 km, 5/6 ore; 9. Barshong – colle a 3510 mt - Dodena, ponte di Chari (2300mt), 22 km, 8/9 ore (alcuni spezzano questa tappa facendo campo a Dolam, prima della salta al colle, che dista c.a. 5/6 ore da Barshong). 3 – Chomolhari - Da Paro a Laya e Gasa Da 11 a 15 giorni (11 giorni saltando le soste del 4°g. - Jangothang, 6°g. – Lingshi, 12°g. - Laya e 15°g. – Gasa): l’itinerario è uguale al precedente fino al 6° giorno; da Lingshi si prosegue in direzione nord est transitando dai bellissimi villaggi di Goyak e Chebisa, scavalcando alcune spalle e valicando 2 passi panoramicissimi che conducono alla remota valle di Laya, abitata da un’etnia composta da circa mille persone che ha costumi, lingua e tradizioni proprie riconosciute ufficialmente dal governo del Bhutan. Da Laya si procede verso sud seguendo il deflusso del fiume Mo e si transita dallo Dzong di Gasa, costruito originariamente nel 1646 dallo Shabdrung, che fu protagonista di durissimi conflitti tra bhutanesi e tibetani. Nei pressi di Gasa ci sono delle rilassantissime acque termali ...ideali per i piedi di chi è finalmente giunto fin qui! Raggiunta la strada si arriva in circa due ore di guida a Punakha. Questo trekking offre un percorso impegnativo ma tra i più affascinanti e completi dell’Himalaia. Periodo: fine aprile / inizio giugno, fine settembre / inizio novembre. Tappe:  7. Lingshi – Goyak - Chebisa (3800 mt), 14 km, 4/5 ore; 8. Chebisa – colle di Gombu (4300 mt) – Shakshepasa ( 3900 mt), 19 km, 6/7 ore; 9. Shakshepasa - passo di Jari (4620 mt) – Jholethang (3880 mt) – Robluthang (4080 mt), 16 km, 6/7 ore; 10. Robluthang – passo di Sinche (4900 mt) – Lemithang (4050 mt), 18 km, 6/7 ore; 11. Lemithang – Laya (3700 mt), 11 km, 3/4 ore; 12. Laya, esplorazione della zona; 13. Laya – Koena (3200 mt), 19 km, 6/7 ore; 14. Koena - spalla di Bala (3700 mt) – Gasa (2700 mt), 14 km, 5/6 ore / o si può proseguire fino alle acque termali (2100 mt), 4 km, 1 ora e mezza; 15. Gasa, esplorazione della zona: visita dello Dzong; spostamento del campo presso le acque termali. 4 - Le fonti termali di Dur Sei giorni: da Jakar con l’auto ci si reca verso nord al villaggio di Dur e si risale la valle fino a Minchugang, da dove parte il sentiero che in 3 giorni porta alla fonti termali; si rientra dal medesimo percorso impiegando solitamente un giorno in meno. Periodo: aprile / maggio, fine settembre / novembre. Tappe: 1. Da Jakar in auto fino a Minchugang (45 min.); da qui a Lungsum (3160 mt), 3 ore; 2. Lungsum – Tsochenchen (3780 mt), 15 km, 6 ore; 3. Tsochechen – passo di Juli (4700 mt) – passo di Gokthong [il tempo medio dal primo al secondo passo è di circa 1,5 ore] – Dur Tsachhu (3590 mt), 18 km, 6/7 ore; 4. Dur Tsachhu, giornata di relax nelle acque termali; 5. Dur Tsachhu – Tsochechen, 18 km, 6/7 ore; 6. Tsochechen – Minchugang, 8 ore; prosecuzione in auto per Jakar. 5 - Nel remoto Est: Rodung e Dong Da quattro a otto giorni: Ugyen Choling – Lhuentse: 4 giorni (passo del Rodung); Lhuentse – Tashi Yangtse, 4 giorni (passo del Dong) Se si inizia da Toktu Zampa [“Trekking culturale del Bumthang"] si aggiungono altri 2 o 3 giorni. Il sentiero per il passo di Rodung parte da Ugyen Choling; chi iniziasse con il percorso del Trekking culturale del Bumthang, partendo quindi da un punto più ad ovest (consigliatissimo!), nella terza tappa di quel trekking sosterebbe a Ugyen Choling, luogo incantevole dove è anche possibile pernottare nella modesta ma carinissima guest house del palazzo; altrimenti nella stessa giornata si può raggiungere comunque Phokpey, ovvero la prima tappa verso il passo del Rodung, risparmiando così un giorno. Da Ugyen Choling si impiegano 4 giorni per arrivare nella valle di Lhuentse, transitando inizialmente nella selvaggia area del passo del Rodung, da dove una discesa di 2300 metri si inabissa seguendo una lunga cresta, tra un incredibile groviglio di vegetazione lussureggiante portando al villaggio di Ungar e all’antichissimo tempio di Khaine Lhakhang. Raggiunta la valle di Lhuentse, a chi prosegue verso est per il passo del Dong si consiglia di porre il campo a Tangmachu e il giorno seguente di raggiungere lo Dzong in auto e tornare, sempre in auto, fino al villaggio di Menji, risalendo una stradina sterrata che si inerpica sul lato opposto della valle - mentre si visita lo Dzong, i cavalli possono scendere al fiume e risalire l’altro versante per porre il campo (questa strada è stata aperta nel 2004; prima si arrivava a Menji solo a piedi - ovviamente, chi preferisce può seguire invece i cavalli e camminare). Da Menji in altri 3 giorni, transitando in una zona poco abitata, vero paradiso degli appassionati di botanica, e valicando il passo di Dong, si arriva a Tashi Yangtse, dove si trova un piccolo Dzong che risale al 1656, e il famoso stupa di Chorten Kora. Periodo: aprile / maggio, fine settembre / novembre Tappe: 1. Ugyen Choling (2760 mt) – Phokpey (3600 mt), 18 km, 4/5 ore; 2. Phokpey – passo di Rodang (3950 mt) – Pemi (2900 mt), 19 km, 5/6 ore; 3. Pemi – ponte (1660 mt) - Khaine Lhakhang (2000 mt), 20 km, 6/7 ore; 4. Khaine Lhakhang – Tangmachu (1800 mt), 19 km, 6/7 ore / qui possono giungere i veicoli per recarsi a Lhuentse, che dista 21 km. Il sentiero verso il passo di Dong parte dal fiume sotto Tangmachu; 5. Fiume sotto Tangmachu (1120 mt) – Menji (1830 mt), 16 km, 4/5 ore. In alternativa ora è possibile raggiungere Menji in auto; 6. Menji – Pemi (2450 mt), 20 km, 6/7 ore; 7. Pemi – passo di Dong (3900 mt) – Toupang (2450 mt), 21 km, 7/8 ore; 8. Toupang – Tashi Yangtse, 24 km, 8/9 ore.   E un trekking estremo... Lunana: il sentiero dei pupazzi di neve Da 15 a 29 giorni: la grande differenza nel tempo necessario richiesto dipende dall’itinerario prescelto; il tempo minimo di 15 g. è difficile da realizzare perché non prevede neanche una giornata di recupero o di acclimatazione. Chi scegliesse l’opzione di uscire da Lunana verso il Bumthang (tempo minimo 16g., max 27g.), può anche ipotizzare di proseguire andando più ad est, prolungando il trekking fino ad un massimo di altri 10 giorni se si raggiunge Tashi Yangtse – si veda l’itinerario “Nel remoto est: Rodung e Dong". Lunana è una regione settentrionale del Bhutan che offre un meraviglioso ed intoccato ambiente naturale con pochi isolatissimi villaggi di pastori, che vivono grazie a quanto possono ricavare dagli yak, e molte aree assolutamente disabitate. Il battesimo del nome “sentiero dei pupazzi di neve" meritato da questo itinerario, che è considerato tra i più difficili dell’Himalaia con solo una metà circa dei gruppi che hanno successo, è dovuto sia al tracciato che alla sua remotezza. Se arrivano delle nevicate pesanti sui passi di Lunana, in special modo nelle regioni a sud e sud est di Thanza durante il percorso di rientro, ma anche nel tratto precedente, sentirsi trasformati in pupazzi di neve è piuttosto naturale, visto che l’unica via di uscita a volte può essere … l’elicottero. Motivo per cui si consiglia di dotarsi di telefono satellitare e di sottoscrivere una specifica assicurazione per coprire gli eventuali pesantissimi oneri di un recupero. Questo trekking viene solitamente eseguito da ovest a est, perché offre un percorso più graduale. Arrivando da ovest ci sono due diverse possibilità di accesso, ed entrambe le vie portano a Laya: partire da Paro, seguendo l’itinerario “Chomolhari – da Paro a Laya e Punakha", che consente di giungere a Laya in minimo 9 giorni [o anche 8 se si è acclimatati e allenati e si esegue il tratto Lingshi - Robluthang in soli 2 giorni ponendo il campo dopo Gombu] e massimo 12 g.; raggiungere Laya direttamente da Punakha (3g.; 4g. se si sosta 1g. a Laya), svolgendo in salita le tappe finali dell’itinerario “Chomolhari – da Paro a Laya e Punakha". Da Laya inizia il percorso verso est che porta a Thanza, il villaggio principale di Lunana, che richiede altri 6g., più 1g. di sosta a Thanza, quando solitamente ci si reca al lago di Raphstreng. Il tempo richiesto per arrivare a Thanza è così di minimo 9 giorni e di massimo 19: Da qui, nel cuore di Lunana, per "tornare nel mondo" ci sono diverse possibilità (tempo min. 6g., max 10g.): il sentiero che da Lunana porta in Bumthang, verso sud est (7 o 8g. in tutto), che raggiunge dopo 5 giorni Dur Tsachhu, le fonti di acque termali che sono la méta dell’itinerario “Le fonti termali di Dur". Questo itinerario è il più panoramico; il sentiero che procede verso sud emergendo nei pressi del villaggio di Sephu al ponte di Nikchhu, un poco a nord dello stupa di Chendebji, sulla strada tra Trongsa e Wangdue, in 6 giorni; esiste anche una variante ulteriore, che si dirama dal sentiero che porta a Nikchhu: una volta raggiunto il lago sacro di Tampetso (4° giorno) si scavalca verso ovest il passo di Sintha e si segue un percorso che in altri 6 giorni emerge nella zona di Wangdue, attraverso una regione quasi disabitata ornata da tanti bei laghi, chiamata ‘Bhey Laga’. Se si sceglie questa via per rientrare da Thanza si impiegano così in tutto 10g. Si segnala però che è piuttosto difficile trovare una guida che conosca bene il collegamento da Sintha, e può anche essere difficoltoso convincere i cavallari ad avventurarsi in quella regione. Se tutto ciò non bastasse a soddisfare gli appassionati… completato il rientro verso il Bumthang si può proseguire verso est, seguendo in successione i percorsi “Trekking culturale del Bumthang" e “Nel remoto est: Rodung e Dong", un percorso di altri 10 giorni. Chi ci riuscisse realizzerebbe la traversata completa dell’Himalaia del Bhutan, un’impresa ancora incompiuta, che attende qualche futuro tenacissimo trekker. Amitaba lo aspetta! Periodo: settembre / ottobre. Alcuni gruppi partono in agosto, affrontando il monsone nella parte iniziale. Tappe fino a Laya si consultino i trekking del Chomolhari Tappe da Laya a Thanza: 1. Laya (3700 mt) – Rodophu (4130 mt), 19 km, 6/7 ore; 2. Rodophu – passo di Tsemo (4760 mt) – Narethang (4500 mt), 18 km, 6/7 ore; 3. Narethang – passo di Karakachu (5120 mt) – Tarina (4020 mt), 18 km, 6/7 ore; 4. Tarina – Woche (3900 mt), 18 km, 6/7 ore; 5. Woche – passo di Kesha (4550 mt) – Lhedi (3900 mt), 18 km, 6/7 ore; 6. Lhedi – Thanza (4070 mt), 18 km, 5/6 ore; 7. Thanza, escursione al lago di Taksha Tso (4500 mt). Tappe da Thanza a Nikacchu (Sephu): 1. Thanza – passo di Jaze (5050 mt) – Tsho Chena (4850 mt), 19 km, 7/8 ore; 2. Tsho Chena – passo di Loju (4940 mt) – Jichu Dramo (4880 mt), 14 km, 4/5 ore; 3. Jichu Dramo – passo di Rinchenzoe (5140 mt) – Chukarpo (4950 mt), 17 km, 5/6 ore; 4. Chukarpo – Tampoe Tsho (4230 mt), 19 km, 6/7 ore; 5. Tampoe Tsho – passo di Tempe (4580 mt) – Maurothang (4000 mt), 14 km, 5 ore; 6. Maurothang – Sephu (2550 mt) - Nikacchu, 18 km, 5/6 ore. Tappe da Thanza a Jakar (Bumthang): 1. Thanza - Tsorim (5035 mt), 6 ore; 2. Tsorim - passo di Gophu (oltre i 5000 mt) - Zanam (4900 mt), 6 ore; 3. Zanam - Phodang (4652 mt), 6 ore; 4. Phodang - passo di c.a. 5000 mt - Uretang (4455 mt), 5 ore; 5. Uretang - Dur Tsachhu (3590 mt), 4 ore; 6. Dur Tsachhu, giorno di riposo alle fonti termali; 7. Dur Tsachhu - passo di Gokthong (4327 mt) - passo di Juli (4700 mt) [il tempo medio dal primo al secondo passo è di circa 1,5 ore] - Tsochechen (3920 mt), 6/7 ore; 8. Tsochechen – Minchugang (4212 mt), 8 ore; prosecuzione in auto per Jakar.
Bhutan: Viaggi sportivi
Bhutan
MOUNTAIN BIKE Un numero crescente di visitatori sceglie di percorrere le strade del Bhutan in bicicletta. Il traffico automobilistico è piuttosto consistente solo sulla strada che collega Thimpu, la capitale, con il confine meridionale con l’India a Phuntsholing. Non ci sono particolari difficoltà organizzative: basta pianificare le tappe in modo da sostare in hotel o guest house per la notte; o, se è necessario fermarsi lontano da uno dei centri dotati di luoghi d’accoglienza, si possono organizzare dei campi in punti opportunamente scelti lungo il percorso. Sono disponibili dei veicoli di supporto e possono essere pianificati punti di ristoro lungo le tappe stabilite. Tutta l’attrezzatura per il supporto logistico, per i trasporti, per gli eventuali campi, guide bhutanesi che sono ottimi ciclisti e quant’altro richiesto può essere fornito da Amitaba. Biciclette di discreta qualità possono essere noleggiate localmente, ma non sono tecnicamente equiparabili agli ultimi modelli che ci si è abituati ad utilizzare in Europa. Se si pensa di seguire in bicicletta i sentieri dei trekking, oltre ad una verifica sull’idoneità del percorso, una ulteriore considerazione importante va data ai tempi tecnici delle tappe, perché il materiale da campo viene trasportato con degli animali, muli e cavalli o yak a quote più alte, con dei limiti alle distanze massime percorribili in un giorno. In generale si può pensare di eseguire delle tappe che non siano troppo dissimili da quelle utilizzate da chi si muove a piedi. Per dare un riferimento su distanze e dislivelli, ad esempio: da Paro a Thimpu sono 53 km di moderati saliscendi lungo due fiumi; se si scavalca il passo del Dochu, tra Thimpu e Punakha, il dislivello in salita è di circa 800 mt con una discesa di circa 1800 mt su 77 km di distanza. Andando più a est, da Punakha a Wangdue con moderati saliscendi si coprono 21 km e da qui Trongsa dista 130 km, con un primo passo che presenta un dislivello notevole, pur con una salita graduale, di oltre 2000 mt. Ogni percorso va così analizzato in funzione di capacità e interessi dei partecipanti. RAFTING E KAYAK I fiumi del Bhutan sono ricchissimi di acqua per tutto l’anno e ancora poco esplorati per le loro potenzialità sportive: rafting e kayak hanno da poco fatto il loro ingresso nello scenario delle attività possibili. Sono state identificate discese di livello tecnico elevato e la maggior parte dei tratti attualmente utilizzati considerati adatti solo al kayak, con difficoltà indicate del V grado. Le discese più facili e più adatte anche al rafting sono poche, ad esempio un tratto di circa 6 km del fiume Mo di Punakha che è considerato di I e II grado, o tratti sperimentati in altre zone che arrivano al III; chi ha capacità ed esperienza col rafting può arrivare a cimentarsi nella discesa del fiume Dang, nei pressi di Wangdue, dove si affrontano rapide di IV grado con tratti di V: qui si lanciano solo le squadre più affiatate e molto esperte. La logistica necessaria è tutta disponibile e l’attrezzatura può essere noleggiata localmente; si possono trovare guide valide, spesso di provenienza nepalese, dove questi sport sono praticati già da molti anni. Chi desidera impegnarsi in questo tipo di avventura deve però essere autonomo da un punto di vista tecnico: in Bhutan rafting e kayak non sono “gite per turisti?. Amitaba è disponibile a fornire tutto il supporto necessario e le informazioni disponibili per i percorsi già sperimentati.
Bhutan: Visite brevi suggerite
Bhutan
Itinerario di 2 giorni in Bhutan Per l'itinerario interattivo consultare la mappa Chi ha l’opportunità di recarsi in Bhutan solo per una breve visita potrà comunque trascorrere dei momenti stupendi. Le permanenze brevi sono solitamente scandite dai giorni di operatività dei voli: chi proviene da Delhi o Katmandu ha usualmente a disposizione due voli settimanali, mentre da Bangkok ci sono di norma 5 voli settimanali, di cui 3 via Calcutta. Le schedulazioni della Druk Air possono però variare. Gli itinerari suggeriti citano quanto si prevede dal momento dell’ingresso in Bhutan fino all’uscita dal paese ipotizzando di arrivare e ripartire in aereo; chi transita da Phuntsholing (confine terrestre) per raggiungere Thimpu necessita di un tempo di guida di c.a. 6 ore; per Paro c.a. 45 min. in meno. Oltre ai servizi in Bhutan, tutto quanto richiesto per l’organizzazione del viaggio può essere predisposto da Amitaba: le prenotazioni dei voli della Druk Air, i voli dall’Europa, i servizi richiesti in India, Nepal o Tailandia, i collegamenti da Phuntsholing per chi entra e/o esce dal confine terrestre. Questo tempo brevissimo consente di recarsi nei due principali centri del Bhutan occidentale, Paro e Thimpu, la capitale, visitandone gli Dzong, e di vedere alcuni bei monasteri e un tipico villaggio bhutanese. Si suggerisce quanto segue: 1°g. Arrivo in volo a Paro e prosecuzione per Thimpu Giunti a Paro, dove la maggior parte dei voli atterra in tarda mattina, ci si reca in auto o pulmino privati – che si utilizzano per tutto il viaggio - lungo la valle che porta a Drukyel, dove si visitano il villaggio e i resti dello Dzong. Dalla strada si ammira il monastero di Taktshang, appollaiato su una parete granitica che sovrasta la valle. Tornando verso Paro si visita Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, e si prosegue fino a Thimpu, un tragitto di 65 km che si copre in circa 2 ore, e ci si sistema in hotel. 2°g. Thimpu – Paro Visita del grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan e di Dechen Podrang; ci si reca poi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si torna quindi a Paro dove si visitano lo Dzong e il museo, collocato all’interno di Ta Dzong, la torre di guardia posta sul colle sovrastante. A Paro ci si sistema in hotel. 3°g. Volo di ritorno Tutti i voli lasciano Paro di prima mattina. Itinerario di 3 giorni in Bhutan Per l'itinerario interattivo consultare la mappa Con un giorno in più, oltre a visitare i due principali centri del Bhutan occidentale, Paro e Thimpu con i rispettivi Dzong, alcuni bei monasteri e un tipico villaggio bhutanese, suggeriamo di eseguire l’escursione a Taktshang, giustamente ritenuto uno dei luoghi più pittoreschi del Bhutan. In questo caso le tappe consigliate sono come segue: (se si preferisse invece rinunciare a Taktshang in favore di una visita di Punakha, si seguirebbero per i giorni 2° e 3° le tappe descritte nell’itinerario previsto per 4 giorni, indicato più sotto) 1°g. Arrivo in volo a Paro e prosecuzione per Thimpu Giunti a Paro, dove la maggior parte dei voli atterra in tarda mattina, ci si reca a visitare lo Dzong e il museo collocato all’interno di Ta Dzong, la torre di guardia posta sul colle sovrastante. Ci si reca poi a Thimpu, con un tragitto di 65 km che si copre in circa 2 ore con un’auto o un pulmino privati che vengono utilizzati per tutto il viaggio e ci si sistema in hotel. 2°g. Thimpu – Paro Visita del grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan e di Dechen Podrang; ci si reca poi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Dopo una visita della cittadina si torna verso Paro, sostando a visitare Semtokha, che fu il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. A Paro ci si sistema in hotel. 3°g. Paro, escursione al monastero di Taktshang, Il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso sulle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo con cui si giunge fino ad un bel rifugetto da cui si gode una vista stupenda. Da qui si può proseguire attraverso una magnifica foresta portandosi in meno di un’ora ai piedi del monastero. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan. 4°g. Volo di ritorno Tutti i voli lasciano Paro di prima mattina. Itinerario di 4 giorni in Bhutan Per l'itinerario interattivo consultare la mappa Utilizzando un giorno in più rispetto al programma precedente ci si può recare anche a Punakha, considerato il più bello Dzong del Bhutan. Ecco l’itinerario ottimale: 1°g. Arrivo in volo a Paro e prosecuzione per Thimpu Giunti a Paro, dove la maggior parte dei voli atterra in tarda mattina, ci si reca a visitare lo Dzong e il museo, collocato all’interno di Ta Dzong, la torre di guardia posta sul colle sovrastante. Ci si reca poi a Thimpu, con un tragitto di 65 km che si copre in circa 2 ore con un’auto o un pulmino privati – che vengono utilizzati per tutto il viaggio, e ci si sistema in hotel. 2°g. Thimpu – Punakha Visita del grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, e di Dechen Podrang; ci si reca poi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si lascia Thimpu e attraverso foreste meravigliose con giganteschi rododendri si valica il passo di Dochu a 3116 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten costruiti per commemorare le recenti battaglie svoltesi ai confini con l’Assam; qui si trovano anche tanti piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha. Con una passeggiata che transita per un bel villaggio ci si reca al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina; il tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo" il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite… anche gli stranieri! Il tempo di guida è di circa 3 / 3,5 ore; a Punakha ci si sistema in hotel. 3°g. Punakha – Paro Visita di Punakha Dzong, il più bello del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. [Per informazioni su Punakha: Punakha Dromche] Si parte poi alla volta di Paro, riattraversando il bel valico del Dochu e sul percorso ci si reca a visitare Semtokha, che fu il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. Giunti a Paro ci si sistema in hotel. 4°g. Paro, escursione al monastero di Taktshang Il “nido della tigre" di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso sulle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita, (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo con cui si giunge fino ad un bel rifugetto, da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue attraverso una magnifica foresta portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan. 5°g. Volo di ritorno Tutti i voli lasciano Paro di prima mattina. Itinerario di almeno 5 giorni in Bhutan Ecco alcuni ben selezionati suggerimenti su come estendere il programma precedente: esplorazione della valle di Paro, visita del villaggio e del tempio di Drangchok e dell’antico eremo di Dzongdrakha(entrambi questi luoghi si raggiungono con mezz’ora circa di cammino). Escursione alla scuola monastica di Sangchoekar, in posizione panoramica sulla valle, raggiungibile in jeep; da qui si può scendere a piedi transitando dal tempio di Kunga Choeling fino al villaggio di Langu (un’ora e mezza); escursione da Paro a Haa, lo Dzong più occidentale del Bhutan, percorrendo la panoramicissima strada che scavalca i monti che separano le due valli - il passo è alto c.a. 3700 mt. Si consiglia una visita del convento femminile di Chile nei pressi del passo (c.a. 45 min. a piedi, ma in salita: si parte da quota 3270 arrivando ai 3500 mt del monastero, attraverso una foresta stupenda con panorami grandiosi); esplorazione dei monasteri a nord di Thimpu – Chari, Drolay e Tango. Ciascuno di questi luoghi richiede un tratto di salita a piedi; i tempi approssimativi sono circa 30 min. per Chari, 45 min. per Tango, 2 ore e mezza per Drolay. C’è anche un sentiero che collega Tango a Drolay, che rende facile combinare la visita di questi due, con un tempo di cammino complessivo di circa 4/5 ore. Per recarsi in tutti questi luoghi è necessario uno speciale permesso che Amitaba può ottenere; recarsi allo Dzong di Wangdi Phodrang, a sud di Punakha, e possibilmente da lì anche alla valle di Phobjikha, dove, nella riserva naturale delle gru dal collo nero, sono situati il villaggio e il monastero di Gangte. Se si inizia l’escursione partendo presto da Wangdi è anche possibile recarsi a Gangte e tornare poi a Thimpu a tarda sera; eccetera… : in funzione degli interessi di ciascuno, Amitaba può suggerire molte altre interessanti visite o escursioni.
Bhutan: Oltre i confini del tempo
Bhutan
Itinerario Oltre ai servizi in Bhutan, tutto quanto richiesto per l’organizzazione del viaggio può essere predisposto da Amitaba: le prenotazioni dei voli della Druk Air bhutanese, i voli dall’Europa, i servizi richiesti in India, Nepal o Tailandia, i collegamenti da Phuntsholing per chi entra e/o esce dal confine terrestre. Il programma cita solo quanto si prevede dal momento dell’ingresso in Bhutan fino all’uscita dal paese, ipotizzando di arrivare e ripartire in aereo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo in volo a Paro Giunti a Paro, dove la maggior parte dei voli atterra in tarda mattina, ci si sistema in hotel; tutti gli spostamenti vengono eseguiti in auto o in pulmino privati che si utilizzano per tutto il viaggio. Ci si reca a visitare lo Dzong, che appare da lontano come un monolite bianco che domina la valle, e Ta Dzong, dove ha sede il Museo Nazionale. Si consiglia di completare la giornata con una piacevole passeggiata che impegna in tutto per circa un’ora e porta al villaggio e al tempio di Drangchok. 2°g. Paro – Thimpu Da Paro si raggiunge Thimpu, un viaggio di circa 2 ore per coprire la distanza di 65 km. Sul percorso di visita Semtokha, che fu il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. A Thimpu, capitale del Bhutan, visita della cittadina, del grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, e di Dechen Podrang; ci si reca poi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. A Thimpu sistemazione in hotel. 3°g. Thimpu – Punakha – Wangdue Da Thimpu si consiglia di partire presto, per godere della vista dell’arco himalaiano dal passo di Dochu, a 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten [reliquiari] costruiti per commemorare le battaglie svoltesi nel 2004 ai confini con l’Assam; qui si trovano anche tanti piccoli Tsa Tsache contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove si trova lo Dzong più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan [per informazioni su Punakha: Punakha Dromche]. Dopo la visita dello Dzong di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina che sovrasta il fiume, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo" il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Sosta per la notte in un hotel nei pressi dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si percorrono in tutto circa 100 km. 4°g. Wangdue, escursione a Phobjikha Escursione alla valle di Phobjikha attraverso immense foreste di rododendri; nella natura bellissima qui trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero. Su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte, che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione del più famoso Santo bhutanese, Pema Lingpa, che visse nel XV secolo. Si rientra a Wangdue in serata; il percorso è anche oggi di circa 100 km. 5°g. Wangdue – Paro Visita dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si consiglia di recarsi poi a Nezergang, un piccolo antico monastero il cui abate è un Tulku (reincarnato), posto su un poggio oltre il fiume di rimpetto allo Dzong di Wangdue, si raggiunge con una passeggiata di circa un’ora attraverso uno stupendo ambiente rurale. Il trasferimento a Paro, che riattraversa il bel valico del Dochu, impegna per circa 5 ore; a Paro sistemazione in hotel. 6°g. Paro, escursione al monastero di Taktshang, Il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, incastonato nelle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo, con cui si giunge fino ad un bel rifugetto, da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue attraverso una magnifica foresta portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan. 7°g. Volo di ritorno Tutti i voli lasciano Paro di prima mattina. Se si dispone di qualche giorno in più… Chi dispone di uno o due giorni in più può arricchire questo itinerario con alcune interessanti visite che completano molto bene un’esplorazione del Bhutan occidentale: 1°g. Thimpu, eremi e monasteri posti nei dintorni (inserito tra il 2° e il 3° giorno); ci sono molte opzioni da scegliere, tra le quali suggeriamo le seguenti. A nord (sul percorso in auto si può visitare Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung): Tango; per visitarli è necessario ottenere uno speciale permesso che Amitaba può ottenere. Ciascuno di questi 3 luoghi richiede un tratto di salita a piedi; i tempi approssimativi sono circa 30 min. per Chari; 45 min. per Tango; 2 ore e mezza per Drolay. C’è anche un sentiero che collegando Tango a Drolay rende facile combinare la visita di questi due, con un tempo di cammino complessivo di circa 4/5 ore. Chari e Drolay sono luoghi di ritiro dove i monaci perfezionano le proprie capacità nelle pratiche meditative. A Chari viene custodito uno stupa d’argento che contiene i resti del padre dello Shabdrung. Drolay è un eremo che ospita una quindicina di monaci. Tango (Ta significa cavallo; Ngo testa) è un isolato monastero che risale al XIII secolo ed è considerato l’Oxford monastica della scuola Drukpa del Bhutan. Nel paese ci sono altri istituti simili, ma Tango, che ospita circa 200 monaci, é il più selettivo. Vengono scelti ogni anno circa 20 novizi tra i 13 e i 16 anni, che seguono un corso di studi molto impegnativo (iniziano alle 4 e proseguono fino alle 22 ogni giorno, tranne il sabato). Dopo mediamente 9 anni acquisiscono il titolo di "Acharya" e se poi superano con successo un ritiro in totale solitudine per tre anni, tre mesi e tre giorni diventano “Khempo". Il giovanissimo rettore dell’istituto è considerato la reincarnazione del fondatore di Taktshang; è stato autore di un episodio divertente diventato un aneddoto nazionale: aveva solo 5 anni e, quando bruciò Taktshang, si precipitò nella sala del trono accusando pubblicamente il re di essere un incapace perché non era in grado di curare le cose che lui gli aveva affidato. A ovest: chi è più allenato può scegliere di affrontare 850 metri di dislivello in salita (si impiegano mediamente 3 ore) e arrivare all’antico monastero di Phajoding (3450 mt), fondato nel XIII secolo, dove si trovano due templi stupendi (per entrare serve un permesso speciale); salendo ancora, da Phajoding si arriva all’eremo di Thujidrag Lhakhang (3760 mt). In discesa si può transitare dal tempio di Chokuze allungando di poco il percorso; aggiungendo circa 1 ora e mezza di cammino, da Chokuze si può scendere alla scuola monastica di Wandigtse raggiungendo la strada presso lo Dzong di Dechen Podrang. 2°g. Paro, esplorazione della valle (inserito prima o dopo l’escursione a Taktshang del 6° g.). Anche qui ci sono molte opzioni tra cui scegliere; ecco i nostri suggerimenti. Ci si reca in jeep alla scuola monastica di Sangchoekar in posizione panoramica sulla valle; da qui si può scendere a piedi transitando dal tempio di Kunga Choeling fino al villaggio di Langu (un’ora e mezza). Quindi visitare l’antico eremo di Dzongdrakha, che si raggiunge con mezz’ora circa di cammino dalla strada che collega Paro a Haa. Se si prosegue lungo questa strada si arriva ad un passo posto a circa 3700 metri, che offre una vista stupenda; prima del valico si può visitare il convento femminile di Chile (c.a. 45 min. a piedi, ma in salita: si parte da quota 3270 per arrivare ai 3500 mt del monastero, attraverso una foresta stupenda). Disponendo di un’unica giornata, alcuni preferiscono non visitare Sangchoekar ed eseguire un’escursione fino a Haa, che può includere le visite di Dzongdrakha e del convento femminile di Chile.
Bhutan: Misteriose regioni del Bumthang
Bhutan
Itinerario Oltre ai servizi in Bhutan, tutto quanto richiesto per l’organizzazione del viaggio può essere predisposto da Amitaba: le prenotazioni dei voli della Druk Air bhutanese, i voli dall’Europa, i servizi richiesti in India, Nepal o Tailandia, i collegamenti da Phuntsholing per chi entra e/o esce dal confine terrestre. Il programma cita solo quanto si prevede dal momento dell’ingresso in Bhutan fino all’uscita dal paese, ipotizzando di arrivare e ripartire in aereo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo in volo a Paro Giunti a Paro, dove la maggior parte dei voli atterra in tarda mattina, ci si sistema in hotel; tutti gli spostamenti vengono eseguiti in auto o in pulmino privati, che si utilizzano per tutto il viaggio. Ci si reca a visitare lo Dzong, che appare da lontano come un monolite bianco che domina la valle, e Ta Dzong, dove ha sede il Museo Nazionale. Si consiglia di completare la giornata con una piacevole passeggiata di circa un’ora e porta al villaggio e al tempio di Drangchok. 2°g. Paro – Thimpu Da Paro si raggiunge Thimpu, un viaggio di circa 2 ore per coprire la distanza di 65 km. Sul percorso si visita Semtokha, che fu il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. A Thimpu, capitale del Bhutan, visita della cittadina, del grandioso Trashichhoe Dzong dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, e di Dechen Podrang; ci si reca poi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. A Thimpu sistemazione in hotel. 3°g. Thimpu – Punakha – Wangdue Da Thimpu si consiglia di partire presto, per godere della vista dell’arco Himalaiano dal passo di Dochu, a 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten costruiti per commemorare le recenti battaglie svoltesi ai confini con l’Assam; qui si trovano anche tanti piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove si trova lo Dzong più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan [per informazioni su Punakha: Punakha Dromche]. Dopo la visita dello Dzong di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina che sovrasta il fiume, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo" il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite... anche gli stranieri! Sosta per la notte in un hotel nei pressi dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si percorrono in tutto circa 100 km. 4°g. Wangdue - Trongsa La strada sale pian piano tra foreste rigogliose ricche di giganteschi rododendri verso il passo del Pele; nei pressi del valico una deviazione porta alla valle di Phobjikha. Nella natura bellissima qui trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero; su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione del più famoso Santo bhutanese, Pema Lingpa, che visse nel XV secolo. Oltre il Pele La (3390 mt), si transita dal Chendebji Chorten e si arriva a Trongsa, un paese dominato dall’imponente Dzong. La distanza è di 129 km (circa 4 ore), più la deviazione per Gangte; a Trongsa ci si sistema in un alberghetto, il migliore disponibile. 5°g. Trongsa – Jakar Visita dello Dzong di Trongsa e prosecuzione del viaggio attraverso il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulla valle di Chumey, una delle tre valli principali del Bumthang, dove ci si reca a visitare Buli, Tharpaling e Choedrak. Buli Lhakhang, che si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Tharpaling, situato più in alto sulla montagna a circa 3400 mt di quota, si raggiunge in jeep: è un monastero fondato nel XIV secolo da Longchen Rabjampa, uno dei maestri più importanti del lignaggio Dzogchen; vi si trovano statue preziose e alcuni interessanti affreschi che rappresentano la terra pura di Amitabha. Choedra dista circa 20/30 min. di cammino da Tharpaling; fu luogo di meditazione di Guru Rimpoce, motivo per cui nel XIII secolo qui venne costruito un eremo. In serata si raggiunge Jakar nella valle di Choskhor, dove ci si sistema in una guest house (per chi ama camminare, un sentiero porta da Choedra a Lamey Gompa nei pressi di Jakar in 2,5 / 3 ore, con un dislivello in discesa di 850 mt). La distanza tra Trongsa e Jakar è di 68 km (circa 2 ore e mezzo di guida). 6°g. Jakar Giornata dedicata alle visite nella valle di Choskhor, cuore del Bumthang; solitamente si scelgono lo Dzong di Jakar e i monasteri di Jambay, Kurjey e Tamshing, considerati i siti storicamente più significativi e tutti accessibili in auto. L’origine di Jambay risale all’VIII° secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone, e che si visita il 9° giorno. Il complesso di Kurjey è considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fu fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo (ku significa roccia; jey corpo). Tamshing, fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, è il più importante centro Nyingmapa del paese e rivela affreschi storicamente importanti e ben conservati. Se non ci si sofferma a lungo nelle visite, è possibile nella stessa giornata recarsi anche al villaggio e al tempio di Paker, posti all’imbocco della valle di Chumey. Sopra Paker si trova poi il monastero di Nyimalung, dove è molto piacevole salire a piedi (c.a. 20/30 min.); una stradina sterrata consente, a chi preferisce, di arrivarci anche in auto. 7°g. Jakar – Wangdue Giornata di rientro, che richiede circa 6 ore e mezza di guida. Sul percorso si sosta al Chendebji Chorten, una candida costruzione in stile nepalese immersa nelle foreste, edificata da un Lama nel XVIII secolo per imprigionare il demone che aveva reso intransitabile la regione. A Wangdue sistemazione in hotel. 8°g. Wangdue – Paro Visita dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si consiglia di recarsi poi a Nezergang, un piccolo antico monastero, il cui abate è un Tulku (reincarnato), posto su un poggio oltre il fiume di rimpetto allo Dzong di Wangdue, che si raggiunge con una passeggiata di circa un’ora salendo attraverso uno stupendo ambiente rurale. Il trasferimento a Paro, attraverso il bel valico del Dochu, impegna per circa 5 ore; a Paro sistemazione in hotel. 9°g. Paro, escursione al monastero di Taktshang, Il “nido della tigre" di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, incastonato nelle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo, con cui si giunge fino ad un bel rifugetto, da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue attraverso una magnifica foresta portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan. 10°g. Volo di ritorno Tutti i voli lasciano Paro di prima mattina. Se si dispone di qualche giorno in più… Chi potesse disporre da uno a tre giorni in più può ampliare l’itinerario con alcune interessanti visite che arricchiscono l’esplorazione delle regioni occidentali e centrali del Bhutan. A nostro parere la prima scelta andrebbe ad una giornata dedicata alla valle di Tang e alla visita di Ura, per avere una visione d’insieme completa della regione del Bumthang; chi ne avesse la disponibilità e la voglia può farsi un regalo ancora più grande, percorrendo il breve trekking (3 giorni) che collega la valle di Choekhor (dove si trova Jakar) con Tang, un facile percorso che transita dai templi di Tangbi e Ngang e attraversa il passo del Phephe raggiungendo la strada nei pressi di Ugyen Choling. Anche le escursioni ai monasteri nell’area di Thimpu e nella valle di Paro sono estremamente interessanti; il suggerimento a favore di Tang per chi dispone di un unico giorno in più deriva da una considerazione sulla minor accessibilità di quella zona e dall’opportunità che si ha di avvicinare il mondo del Bumthang. 1°g. Jakar, escursione a Tang e Ura (inserito tra il 6° e il 7° giorno) Una piacevole stradina che segue il fiume Tang transita da Mebartso, dove Pema Lingpa, che nacque in questa zona, emerse dalle acque con un prezioso Terma (gli oggetti che vengono rinvenuti dalle persone spiritualmente dotate, lasciatici in eredità dagli illuminati del passato) e dal monastero di Ta Rimoce, costruito di fronte a una grande roccia dove meditava Guru Rimpoce. A 33 km da Jakar un sentiero conduce con una passeggiata di circa 40 min. al palazzo di Ugyen Choling, una casa nobiliare del XIV secolo, in parte ricostruita dopo il terremoto del 1897, contornata da un villaggio stupendo; un luogo di bellezza preziosa e molto interessante da visitare. Tornati a valle e alla strada principale nei pressi di Mebartso con un tragitto panoramico di circa 40 km si arriva al villaggio di Ura, uno dei più belli del Bumthang, con un bel tempio dove ogni anno si svolge l’interessante Cham di Ura Yakchoe. Per chi ama camminare, un programma alternativo molto interessante è una stupenda escursione che impegna per un’intera giornata: all’ingresso della valle di Tang un sentiero porta con una salita di 1,5 / 2 ore (500 mt di dislivello) all’antichissimo monastero di Kunzangdra (3100 mt), sorto in un luogo dove si ritirava Guru Rimpoce e dove Pema Lingpa nel XV secolo soggiornò per dei lunghi ritiri di meditazione. Da qui un sentiero che prosegue principalmente in costa porta sopra la valle di Jakar dove si scende al monastero di Petsheling (2,5 / 3 ore), sede di una piccola comunità di Gomchen (i monaci che hanno una consorte, di scuola Nyingmapa); poi, proseguendo la discesa (1 / 1,5 ore), si arriva a Jakar. Nulla vieta, a chi ne ha il tempo, di seguire entrambi i programmi ... o di aggiungerne anche altri come, ad es., l’escursione al misterioso eremo di Thowadra … 2°g. Thimpu, eremi e monasteri posti nei dintorni (inserito tra il 2° e il 3° giorno); ci sono molte opzioni, tra le quali suggeriamo le seguenti. A nord (sul percorso in auto si può visitare Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung): Chari, Drolay e Tango; previo uno speciale permesso che Amitaba può ottenere. Ciascuno di questi 3 luoghi richiede un tratto di salita a piedi; i tempi approssimativi sono di circa 30 min. per Chari, 45. per Tango e 2 ore e mezza per Drolay. C’è anche un sentiero che collegando Tango a Drolay rende facile combinare la visita di questi due, con un tempo di cammino complessivo di circa 4/5 ore. Chari e Drolay sono luoghi di ritiro dove i monaci perfezionano le proprie capacità nelle pratiche meditative. A Chari è custodito uno stupa d’argento contenente i resti del padre dello Shabdrung. Drolay è un eremo che ospita una quindicina di monaci. Tango (Ta significa cavallo; Ngo testa) è un isolato monastero che risale al XIII secolo ed è considerato l’Oxford monastica della scuola Drukpa del Bhutan. Nel paese ci sono altri istituti simili, ma Tango, che ospita circa 200 monaci, é il più selettivo. Vengono scelti ogni anno circa 20 novizi tra i 13 e i 16 anni, che seguono un corso di studi molto impegnativo (iniziano alle 4 e proseguono fino alle 22 ogni giorno, tranne il sabato). Dopo mediamente 9 anni acquisiscono il titolo di "Acharya" e se poi superano con successo un ritiro in totale solitudine per tre anni, tre mesi e tre giorni diventano “Khempo". Il giovanissimo rettore dell’istituto è considerato la reincarnazione del fondatore di Taktshang; è stato autore di un episodio divertente, diventato un aneddoto nazionale: aveva solo 5 anni quando bruciò Taktshang si precipitò nella sala del trono accusando pubblicamente il re di essere un incapace perché non era in grado di curare le cose che lui gli aveva affidato. A ovest: chi è più allenato può scegliere di affrontare 850 metri di dislivello in salita (si impiegano mediamente 3 ore) e arrivare all’antico monastero di Phajoding (3450 mt), fondato nel XIII secolo, dove si trovano due templi stupendi (per entrare serve un permesso speciale); salendo ancora, da Phajoding si arriva all’eremo di Thujidrag Lhakang (3760 mt). In discesa si può transitare dal tempio di Chokuze allungando di poco il percorso; aggiungendo circa 1 ora e mezza di cammino, da Chokuze si può scendere alla scuola monastica di Wandigtse raggiungendo la strada presso lo Dzong di Dechen Podrang. 3°g. Paro, giornata dedicata all’esplorazione della valle (inserito prima o dopo l’escursione a Taktshang del 9° g.). Anche qui ci sono molte opzioni tra cui scegliere; ecco i nostri suggerimenti. Ci si reca in jeep alla scuola monastica di Sangchoekar, in posizione panoramica sulla valle; da qui si può scendere a piedi transitando dal tempio di Kunga Choeling fino al villaggio di Langu (un’ora e mezza). Quindi visitare l’antico eremo di Dzongdrakha, che si raggiunge con mezz’ora circa di cammino dalla strada che collega Paro a Haa. Se si prosegue lungo questa strada si arriva ad un passo posto a circa 3700 metri, che offre una vista stupenda; prima del valico si può visitare il convento femminile di Chile (c.a. 45 min. a piedi, in salita partendo da quota 3270 per arrivare ai 3500 mt del monastero, attraverso una foresta stupenda). Disponendo di un’unica giornata, alcuni preferiscono non visitare Sangchoekar ed eseguire un’escursione fino a Haa, che può includere le visite di Dzongdrakha e del convento femminile di Chile.
Bhutan: Da Paro all'Assam
Bhutan
Per chi fosse interessato, in Assam Amitaba può organizzare itinerari molto interessanti, come ad es. al parco di Kaziranga, o, per i più avventurosi, dei percorsi tra le tribù animiste che popolano le parti esterne dell'Assam e le province indiane ai bordi dell'Assam che confinano con il Tibet, la Birmania e il Bangladesh. Per gli appassionati della cultura tibetana oggi è possibile spingersi fino a Tawang, regno dei Monpa, nella parte nord occidentale dell'Arunachal Pradesh; la nostra prima visita qui è stata nel 2004, quando fummo i primi italiani a raggiungere la regione! Tutte queste esotiche destinazioni richiedono un adeguato tempo di preparazione, per via dei necessari permessi speciali richiesti.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO  1°g. Arrivo in volo a Paro Giunti a Paro, dove la maggior parte dei voli atterra in tarda mattina, ci si sistema in hotel; tutti gli spostamenti vengono eseguiti in auto o in pulmino privati, che si utilizzano per tutto il viaggio. Ci si reca a visitare lo Dzong, che appare da lontano come un monolito bianco che domina la valle, e Ta Dzong, sede del Museo Nazionale. Si consiglia di completare la giornata con una piacevole passeggiata di circa un’ora che porta al villaggio e al tempio di Drangchok. 2°g. Paro, escursione al monastero di Taktshang Il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, incastonato nelle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo, con cui si giunge fino ad un bel rifugetto da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue attraverso una magnifica foresta portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan. 3°g. Paro – Thimpu Da Paro si raggiunge Thimpu, un viaggio di circa 2 ore per coprire la distanza di 65 km. Sul percorso si visita Semtokha, il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. A Thimpu, capitale del Bhutan, visita della cittadina, del grandioso Trashichhoe Dzong dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, e di Dechen Podrang; ci si reca poi al tempio di Changangkha Lhakang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. A Thimpu sistemazione in hotel. 4°g. Thimpu – Punakha – Wangdue Da Thimpu si consiglia di partire presto per godere della vista dell’arco Himalaiano dal passo di Dochu, a 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten costruiti per commemorare le recenti battaglie svoltesi ai confini con l’Assam; qui si trovano anche tanti piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove si trova lo Dzong più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan [Per informazioni su Punakha: Punakha Dromche]. Dopo la visita dello Dzong di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina che sovrasta il fiume, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo" il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue poi per il vicino villaggio di Wangdi Phodrang, dove si visita lo stupendo Dzong e ci si sistema per la notte in un vicino hotel. Si percorrono in tutto circa 100 km. 5°g. Wangdue - Trongsa La strada sale pian piano tra foreste rigogliose ricche di giganteschi rododendri verso il passo del Pele; nei pressi del valico una deviazione porta alla valle di Phobjikha. Nella natura bellissima qui trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero; su di un colle attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte, che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione del più famoso Santo bhutanese, Pema Lingpa, che visse nel XV secolo. Oltre il Pele La (3390 mt), si transita dal Chendebji Chorten e si arriva a Trongsa, un paese dominato da un imponente Dzong. La distanza è di 129 km (circa 4 ore), più la deviazione per Gangte; a Trongsa ci si sistema in un alberghetto, il migliore disponibile. 6°g. Trongsa – Jakar Visita dello Dzong di Trongsa e prosecuzione del viaggio attraverso il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulla valle di Chumey, una delle tre valli principali del Bumthang, dove ci si reca a visitare Buli, Tharpaling e Choedra. Buli Lhakhang, che si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Tharpaling, situato più in alto sulla montagna a circa 3400 mt di quota, si raggiunge in jeep: è un monastero fondato nel XIV secolo da Longchen Rabjampa, uno dei maestri più importanti del lignaggio Dzogchen; vi si trovano statue preziose e alcuni interessanti affreschi che rappresentano la terra pura di Amitaba. Choedra dista circa 20/30 min. di cammino da Tharpaling; fu luogo di meditazione di Guru Rimpoce, motivo per cui nel XIII secolo qui venne costruito un eremo. In serata si raggiunge Jakar nella valle di Choskhor, dove ci si sistema in una guest house (per chi ama camminare, un sentiero porta da Choedra a Lamey Gompa nei pressi di Jakar in 2,5 / 3 ore, con un dislivello in discesa di 850 mt). La distanza tra Trongsa e Jakar è di 68 km (circa 2 ore e mezzo di guida). 7°g. Jakar Giornata dedicata alle visite nella valle di Choskhor, cuore del Bumthang; solitamente si scelgono lo Dzong di Jakar e i monasteri di Jambay, Kurjey e Tamshing, considerati i siti storicamente più significativi e tutti accessibili in auto. L’origine di Jambay risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone, e che si visita il 9° giorno. Il complesso di Kurjey è considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fu fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo (ku significa roccia; jey corpo). Tamshing, fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, è il più importante centro Nyingmapa del paese e rivela affreschi storicamente importanti e ben conservati. Per arricchire ulteriormente la giornata, si suggerisce di recarsi al tempio di Tangbi, dove si trova anche un interessante villaggio che si raggiunge con una passeggiata di 20 min. che inizia poco oltre il monastero di Kurjey. 8°g. Jakar, escursione nella Valle di Tang Una piacevole stradina che segue il fiume Tang transita da Mebartso, dove Pema Lingpa, che nacque in questa zona, emerse dalle acque con un prezioso Terma (gli oggetti rinvenuti dalle persone spiritualmente dotate, lasciatici in eredità dagli illuminati del passato) e dal monastero di Ta Rimoce, costruito di fronte a una grande roccia dove meditava Guru Rimpoce. A 33 km da Jakar un sentiero conduce con una passeggiata di circa 40 min. al palazzo di Ugyen Choling, una casa nobiliare del XIV secolo, in parte ricostruita dopo il terremoto del 1897, contornata da un villaggio stupendo; un luogo di particolare bellezza e molto interessante da visitare. Tornando a Jakar, se non si è fatto troppo tardi, ci si reca a visitare il villaggio e il tempio di Paker, posti all'imbocco della valle di Chumey. Sopra Paker si trova poi il monastero di Nyimalung, dove è molto piacevole salire a piedi (c.a. 20/30 min.); una stradina sterrata consente, a chi preferisce, di arrivare anche in auto. 9°g. Jakar – Mongar Mongar dista quasi 200 km, un tragitto che richiede circa 7 ore. Dopo circa 40 km, superato un primo passo di 3500 mt si arriva al villaggio di Ura, uno dei più belli del Bumthang, con un bel tempio dove ogni anno si svolge l’interessante Cham di Ura Yakchoe. Si prosegue attraverso un ambiente di foreste rigogliose risalendo un primo ampio costone che porta al passo di Thrumshing, che tocca i 3750 mt, ed è il punto più alto di tutto il percorso. Con il tempo limpido si godono delle spettacolari visioni della catena himalaiana dell’est del Bhutan. Scendendo dal passo di Thrumshing la strada in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime dei monti; si attraversano diversi tipi di zone arboree, dai boschi di rododendri e pini fino alle foreste tropicali, calando fino a soli 650 mt di quota. Superato il ponte sul fiume Kuru, che fluisce da Lhuentse, si sale a Mongar (1650 mt), un paesello con le case costruite in stile tradizionale che ospitano varie botteghe, dove ci si sistema in una guest house, la migliore disponibile. 10°g. Mongar – Lhuentse – Mongar Lo Dzong di Lhuentse è situato in una valle a nord di Mongar, da cui dista solo 76 km, ma la strada tortuosa transita lungo una valle ripida dove spumeggia un impetuoso fiume himalaiano, e richiede circa 3 ore. È uno dei distretti più remoti del Bhutan; lo Dzong, fondato nel 1552, ospita circa 100 monaci ed è situato su di un poggio che domina le ripide valli coperte da foreste lussureggianti. Ai piedi di questa massiccia struttura poche case costruite secondo i dettami tradizionali formano un grazioso paesino. 11°g. Mongar – Trashigang Dopo la visita dello Dzong si lascia Mongar superando il passo di Kori (2300 mt), in un ambiente naturale di foreste rigogliose intoccate dalla mano dell'uomo; lungo la discesa si visita il tempio di Ngatshang, sede di una piccola scuola monastica. Giunti all'impetuoso fiume che porta a Trashigang, una deviazione di circa 20 km porta a Dametsi, posto all’apice di un colle a 2400 mt; fondato nel XVI secolo, è il monastero storicamente più importante dell’est del Bhutan. Giunti a Trashigang, un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una guest house di modesta qualità (comunque la migliore disponibile) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla valle. La distanza da Mongar è di 96 km (circa 3 ore di guida), più l’escursione a Dametsi. 12°g. Trashigang, escursione a Tashi Yangtse La strada per Tashi Yangtse serpeggia verso nord risalendo le acque turbolente del fiume e transita dal bel tempio di Gom Kora, costruito in uno dei luoghi dove meditò Guru Rimpoce; vi risiede una piccola comunità di monaci. I panorami verso Tashi Yangtse sono particolarmente belli e selvaggi; il tempo di guida per arrivare fin qui è di circa due ore. Il vecchio Dzong, che risale al 1656, è situato su di un colle che si erge al centro della valle, prima del paese, e ospita una scuola monastica; la parte amministrativa è stata trasferita in un nuovo Dzong a Tashi Yangtse. Qui si trova il famoso stupa di Chorten Kora, costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso. 13°g. Trashigang - Samdrup Jongkhar La strada che serpeggia verso sud porta gradualmente verso le pianure dell'India, con una lenta metamorfosi delle foreste dove pian piano prevalgono le piante dei climi più caldi. Il percorso è di 180 km, e impegna per circa sei ore; a Samdrup Jongkhar sistemazione in una guest house. 14°g. Samdrup Jongkhar - Gauhti (Assam, India) Superato il confine con l'India ci si reca a Gauhti, uno dei centri principali dell'Assam, il cui aeroporto è collegato con Calcutta e Delhi. Se si dispone di qualche giorno in più… Chi potesse disporre da uno a tre giorni in più può ampliare l’itinerario riuscendo così ad includere in un unico viaggio la gran parte dei siti più interessanti che sono raggiungibili dai mezzi meccanici o con brevi passeggiate. Chi avesse voglia e disponibilità di sperimentare il piacere di percorrere i sentieri del Bhutan, potrebbe percorrere il breve trekking (3 giorni) che in Bumthang collega la valle di Choekor (dove si trova Jakar) con Tang, un facile percorso che transita dai templi di Tangbi e Ngang e attraversa il passo del Phephe raggiungendo la strada nei pressi di Urgyen Choling. Ecco i nostri suggerimenti: 1°g. Thimpu, eremi e monasteri posti nei dintorni (inserita dopo il 3° giorno del programma); ci sono molte opzioni da scegliere, tra le quali suggeriamo le seguenti. A nord (sul percorso in auto si può visitare Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung): Chari, Drolay e Tango; per visitarli è necessario ottenere uno speciale permesso che Amitaba può ottenere. Ciascuno di questi 3 luoghi richiede un tratto a piedi; i tempi approssimativi sono di circa 30 min. per Chari, 45 min. per Tango e 2 ore e mezza per Drolay. C'è anche un sentiero che collegando Tango a Drolay rende facile combinare la visita di questi due, con un tempo di cammino complessivo di circa 4/5 ore. Chari e Drolay sono luoghi di ritiro dove i monaci perfezionano le proprie capacità nelle pratiche meditative. A Chari viene custodito uno stupa d’argento che contiene i resti del padre dello Shabdrung. Drolay è un eremo che ospita una quindicina di monaci. Tango (Ta significa cavallo; Ngo testa) è un isolato monastero che risale al XIII secolo ed è considerato l'Oxford monastica della scuola Drukpa del Bhutan. Nel paese ci sono altri istituti simili, ma Tango, che ospita circa 200 monaci, é il più selettivo. Vengono scelti ogni anno circa 20 novizi tra i 13 e i 16 anni, che seguono un corso di studi molto impegnativo (iniziano alle 4 e proseguono fino alle 22 ogni giorno, tranne il sabato). Dopo mediamente 9 anni acquisiscono il titolo di "Acharya" e se poi superano con successo un ritiro in totale solitudine per tre anni, tre mesi e tre giorni diventano “Khempo". Il giovanissimo rettore dell’istituto è considerato la reincarnazione del fondatore di Taktshang; è stato autore di un episodio divertente, diventato un aneddoto nazionale: aveva solo 5 anni quando bruciò Taktshang e si precipitò nella sala del trono accusando pubblicamente il re di essere un incapace perché non era in grado di curare le cose che lui gli aveva affidato. A ovest: chi è più allenato può scegliere di affrontare 850 metri di dislivello in salita (si impiegano mediamente 3 ore) e arrivare all'antico monastero di Phajoding (3450 mt), fondato nel XIII secolo, dove si trovano due templi stupendi (per entrare serve un permesso speciale); salendo ancora, da Phajoding si arriva all'eremo di Thujidrag Lhakang (3760 mt). In discesa si può transitare dal tempio di Chokuze allungando di poco il percorso; aggiungendo circa 1 ora e mezza di cammino, da Chokuze si può scendere alla scuola monastica di Wandigtse raggiungendo la strada presso lo Dzong di Dechen Podrang.
Bhutan: Attraverso il paese del drago
Bhutan
Potendo estendere il programma, si consiglia di utilizzare un giorno per recarsi allo Dzong di Lhuentse, completando così la visita del Bhutan orientale. Avendo la possibilità di estendere ulteriormente la permanenza, si consiglia di recarsi a visitare i monasteri posti nei pressi di Thimpu e/o di esplorare più approfonditamente la valle di Paro.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo in volo a Paro Giunti a Paro, dove la maggior parte dei voli atterra in tarda mattinata, ci si sistema in hotel; tutti gli spostamenti vengono eseguiti in auto o in pulmino privati, che si utilizzano per tutto il viaggio. Ci si reca a visitare lo Dzong che appare da lontano come un monolito bianco che domina la valle, e Ta Dzong, sede del Museo Nazionale. Si consiglia di completare la giornata con una piacevole passeggiata che impegna in tutto per circa un’ora e porta al villaggio e al tempio di Drangchok. 2°g. Paro – Thimpu Da Paro si raggiunge Thimpu, un viaggio di circa 2 ore per coprire la distanza di 65 km. Sul percorso si visita Semtokha, il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung, in Tibet, che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. A Thimpu, capitale del Bhutan, visita della cittadina, del grandioso Trashichhoe Dzong dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, e di Dechen Podrang; ci si reca poi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. A Thimpu sistemazione in hotel. 3°g. Thimpu – Punakha – Wangdue Da Thimpu si consiglia di partire presto per godere della vista dell’arco Himalaiano dal passo di Dochu, a 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten costruiti per commemorare le recenti battaglie svoltesi ai confini con l’Assam; qui si trovano anche tanti piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove si trova lo Dzong più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan [Per informazioni su Punakha: Punakha Dromche]. Dopo la visita dello Dzong di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina che sovrasta il fiume, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo" il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Sosta per la notte in un hotel nei pressi dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si percorrono in tutto circa 100 km. 4°g. Wangdue - Trongsa La strada sale pian piano tra foreste rigogliose ricche di giganteschi rododendri verso il passo del Pele; nei pressi del valico una deviazione porta alla valle di Phobjikha. Nella natura bellissima qui trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero; su di un colle attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte, che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione del più famoso Santo bhutanese, Pema Lingpa, che visse nel XV secolo. Oltre il Pele La (3390 mt), si transita dal Chendebji Chorten e si arriva a Trongsa, un paese dominato da un imponente Dzong. La distanza è di 129 km (circa 4 ore), più la deviazione per Gangte; a Trongsa ci si sistema in un alberghetto, il migliore disponibile. 5°g. Trongsa – Jakar Visita dello Dzong di Trongsa e prosecuzione del viaggio attraverso il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulla valle di Chumey, una delle tre valli principali del Bumthang, dove ci si reca a visitare Buli, Tharpaling e Choedrak. Buli Lhakhang, che si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Tharpaling, situato più in alto sulla montagna a circa 3400 mt di quota, si raggiunge in jeep: è un monastero fondato nel XIV secolo da Longchen Rabjampa, uno dei maestri più importanti del lignaggio Dzogchen; vi si trovano statue preziose e alcuni interessanti affreschi che rappresentano la terra pura di Amitaba. Choedra dista circa 20/30 min. di cammino da Tharpaling; fu luogo di meditazione di Guru Rimpoce, motivo per cui nel XIII secolo qui venne costruito un eremo. In serata si raggiunge Jakar nella valle di Choskhor, dove ci si sistema in una guest house (per chi ama camminare, un sentiero porta da Choedra a Lamey Gompa nei pressi di Jakar in 2,5 / 3 ore, con un dislivello in discesa di 850 mt). La distanza tra Trongsa e Jakar è di 68 km (circa 2 ore e mezzo di guida). 6°g. Jakar Giornata dedicata alle visite nella valle di Choskhor, cuore del Bumthang; solitamente si scelgono lo Dzong di Jakar e i monasteri di Jambay, Kurjey e Tamshing, considerati i siti storicamente più significativi e tutti accessibili in auto. L’origine di Jambay risale all’ VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone, e che si visita il 9° giorno. Il complesso di Kurjey è considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fu fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo (ku significa roccia; jey corpo). Tamshing, fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, è il più importante centro Nyingmapa del paese e rivela affreschi storicamente importanti e ben conservati. Per arricchire ulteriormente la giornata, si suggerisce di recarsi al tempio di Tangbi, dove si trova anche un interessante villaggio, che si raggiunge con una passeggiata di 20 min. che inizia poco oltre il monastero di Kurjey. 7°g. Jakar – Mongar Mongar dista quasi 200 km, un tragitto che richiede circa 7 ore. Dopo circa 40 km, superato un primo passo di 3500 mt si arriva al villaggio di Ura, uno dei più belli del Bumthang, con un bel tempio dove ogni anno si svolge l’interessante Cham di Ura Yahchoe. Si prosegue attraverso un ambiente di foreste rigogliose risalendo un primo ampio costone che porta al passo di Thrumshing, a 3750 mt,: il punto più alto di tutto il percorso. Con il tempo limpido si godono delle spettacolari visioni della catena himalaiana dell’est del Bhutan. Scendendo dal passo di Thrumshing la strada in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime dei monti; si attraversano diversi tipi di zone arboree, dai boschi di rododendri e pini fino alle foreste tropicali, calando fino a soli 650 mt. di quota. Superato il ponte sul fiume Kuru, che fluisce da Lhuentse, si sale a Mongar (1650 mt.), un paesello dalle case in stile tradizionale che ospitano varie botteghe, dove ci si sistema in una guest house, la migliore disponibile. 8°g. Mongar – Trashigang Dopo la visita dello Dzong si lascia Mongar superando il passo di Kori (2300 mt), in un ambiente naturale che è sempre pristino, con foreste rigogliose intoccate dalla mano dell’uomo; sulla discesa si visita il tempio di Ngatshang, sede di una piccola scuola monastica. Giunti all’impetuoso fiume che porta a Trashigang, una deviazione di circa 20 km porta a Dametsi, posto all’apice di un colle a 2400 mt; fondato nel XVI secolo, è il monastero storicamente più importante dell’est del Bhutan. Giunti a Trashigang, un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una guest house di modesta qualità (comunque la migliore disponibile) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla valle. La distanza da Mongar è di 96 km (circa 3 ore di guida), più l’escursione a Dametsi. 9°g. Trashigang – Tashi Yangtse – Mongar La strada per Tashi Yangtse serpeggia verso nord risalendo le acque turbolente del fiume che si fa largo tra ripide foreste, e transita dal bel tempio di Gom Kora, costruito in uno dei luoghi dove meditò Guru Rimpoce; vi risiede una piccola comunità di monaci. I panorami verso Tashi Yangtse sono particolarmente belli e selvaggi; il tempo di guida per arrivare fin qui è di circa due ore. Il vecchio Dzong, che risale al 1656, è situato su di un colle che si erge in centro alla valle, prima del paese, e ospita una scuola monastica; la parte amministrativa è stata trasferita in un nuovo Dzong a Tashi Yangtse. Qui si trova il famoso stupa di Chorten Kora, costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso. Da Chorten Kora si inizia la strada del ritorno, e in serata ci si porta fino a Mongar. 10°g. Mongar – Jakar Si ripercorre l’itinerario del 7° giorno; la bellezza naturale del percorso rende un secondo passaggio assolutamente gradito! 11°g. Jakar, escursione nella Valle di Tang Una piacevole stradina che segue il fiume Tang transita da Mebartso, dove Pema Lingpa, che nacque in questa zona, emerse dalle acque con un prezioso Terma (gli oggetti rinvenuti dalle persone spiritualmente dotate, lasciatici in eredità dagli illuminati del passato) e dal monastero di Ta Rimoce, costruito di fronte a una grande roccia dove meditava Guru Rimpoce. A 33 km da Jakar un sentiero conduce con una passeggiata di circa 40 min. al palazzo di Ugyen Choling, una casa nobiliare del XIV secolo, in parte ricostruita dopo il terremoto del 1897, contornata da un villaggio stupendo; un luogo di bellezza preziosa e molto interessante da visitare. Tornando a Jakar, se non si è fatto troppo tardi, ci si reca a visitare il villaggio e il tempio di Paker, posti all’imbocco della valle di Chumey. Sopra Paker si trova poi il monastero di Nyimalung, dove è molto piacevole salire a piedi (c.a. 20/30 min.); una stradina sterrata consente, a chi preferisce, di arrivarci anche in auto. 12°g. Jakar – Wangdue Giornata di rientro, che richiede circa 6 ore e mezza di guida. Sul percorso si sosta al Chendebji Chorten, una candida costruzione in stile nepalese immersa nelle foreste, edificata da un Lama nel XVIII secolo per imprigionare il demone che aveva reso intransitabile la regione. A Wangdue sistemazione in hotel. 13°g. Wangdue – Paro Visita dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si consiglia di recarsi poi a Nezergang, un piccolo antico monastero, il cui abate è un Tulku (reincarnato), posto su un poggio oltre il fiume di rimpetto allo Dzong di Wangdue, che si raggiunge con una passeggiata di circa un’ora salendo attraverso uno stupendo ambiente rurale. Il trasferimento a Paro, attraverso il bel valico del Dochu, impegna per circa 5 ore; a Paro sistemazione in hotel. 14°g. Paro, escursione al monastero di Taktshang Il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso alle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo con cui si giunge fino ad un bel rifugetto da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue attraverso una magnifica foresta portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan. 15°g. Volo di ritorno Tutti i voli lasciano Paro di prima mattina. Se si dispone di qualche giorno in più… Chi potesse disporre da uno a tre giorni in più può ampliare l’itinerario riuscendo così ad includere in un unico viaggio la gran parte dei siti più interessanti che sono raggiungibili dai mezzi meccanici o con brevi passeggiate. Chi volesse sperimentare il piacere di percorrere i sentieri del Bhutan, potrebbe percorrere il breve trekking (3 giorni) che in Bumthang collega la valle di Choekhor (dove si trova Jakar) con Tang, un facile percorso che transita dai templi di Tangbi e Ngang e attraversa il passo del Phephe raggiungendo la strada nei pressi di Urgyen Choling. Ecco i nostri suggerimenti: 1°g. Mongar – Lhuentse – Mongar (inserito tra il 7° e l’8° giorno) Lo Dzong di Lhuentse è situato in una valle a nord di Mongar, da cui dista solo 76 km, ma la strada tortuosa transita lungo una valle ripida dove spumeggia un impetuoso fiume himalaiano e necessita di almeno 3 ore. È uno dei distretti più remoti del Bhutan; lo Dzong, fondato nel 1552, ospita circa 100 monaci ed è situato su un poggio che domina le ripide valli coperte da foreste lussureggianti. Ai piedi di questa massiccia struttura poche case costruite secondo i dettami tradizionali formano un grazioso paesino. 2°g. Thimpu, eremi e monasteri posti nei dintorni (inserita tra il 2° e il 3° giorno); ci sono molte opzioni da scegliere, tra le quali suggeriamo le seguenti. A nord (sul percorso in auto si può visitare Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung): Chari, Drolay e Tango; per visitarli è necessario ottenere uno speciale permesso, che Amitaba può ottenere. Ciascuno di questi 3 luoghi richiede un tratto di salita a piedi; i tempi approssimativi sono di circa 30 min. per Chari, 45 min. per Tango e 2 ore e mezza per Drolay. C’è anche un sentiero che collegando Tango a Drolay rende facile combinare la visita di questi due, con un tempo di cammino complessivo di circa 4/5 ore. Chari e Drolay sono luoghi di ritiro dove i monaci perfezionano le proprie capacità nelle pratiche meditative. A Chari viene custodito uno stupa d’argento che contiene i resti del padre dello Shabdrung. Drolay è un eremo che ospita una quindicina di monaci. Tango (Ta significa cavallo; Ngo testa) è un isolato monastero che risale al XIII secolo ed è considerato l’Oxford monastica della scuola Drukpa del Bhutan. Nel paese ci sono altri istituti simili, ma Tango, che ospita circa 200 monaci, é il più selettivo. Vengono scelti ogni anno circa 20 novizi tra i 13 e i 16 anni, che seguono un corso di studi molto impegnativo (iniziano alle 4 e proseguono fino alle 22 ogni giorno, tranne il sabato). Dopo mediamente 9 anni acquisiscono il titolo di "Acharya" e se poi superano con successo un ritiro in totale solitudine reclusi per tre anni, tre mesi e tre giorni diventano “Khempo". Il giovanissimo rettore dell’istituto è considerato la reincarnazione del fondatore di Taktshang; è stato autore di un episodio divertente, diventato un aneddoto nazionale: aveva solo 5 anni quando bruciò Taktshang e si precipitò nella sala del trono accusando pubblicamente il re di essere un incapace perché non era in grado di curare le cose che lui gli aveva affidato. A ovest: chi è più allenato può scegliere di affrontare 850 metri di dislivello in salita (si impiegano mediamente 3 ore) e arrivare all’antico monastero di Phajoding (3450 mt), fondato nel XIII secolo, dove si trovano due templi stupendi (per entrare serve un permesso speciale); salendo ancora, da Phajoding si arriva all’eremo di Thujidrag Lhakang (3760 mt). In discesa si può transitare dal tempio di Chokuze allungando di poco il percorso; aggiungendo circa 1 ora e mezza di cammino, da Chokuze si può scendere alla scuola monastica di Wandigtse raggiungendo la strada presso lo Dzong di Dechen Podrang. 3°g. Paro, esplorazione della valle (inserito prima o dopo l’escursione a Taktshang del 14° g.). Anche qui ci sono molte opzioni tra cui scegliere; ecco i nostri suggerimenti. Ci si reca in jeep alla scuola monastica di Sangchoekar, in posizione panoramica sulla valle; da qui si può scendere a piedi transitando dal tempio di Kunga Choeling fino al villaggio di Langu (un’ora e mezza). Quindi visitare l’antico eremo di Dzongdrakha, che si raggiunge con mezz’ora circa di cammino dalla strada che collega Paro a Haa. Se si prosegue lungo questa strada si arriva ad un passo posto a circa 3700 metri, che offre una vista stupenda; prima del valico si può visitare il convento femminile di Chile (c.a. 45 min. a piedi, ma in salita: si parte da quota 3270 per arrivare ai 3500 mt del monastero, attraverso una foresta stupenda). Disponendo di un’unica giornata, alcuni preferiscono non visitare Sangchoekar ed eseguire un’escursione fino a Haa, che può includere le visite di Dzongdrakha e del convento femminile di Chile.